11 mai 2009
Les borgnes sont reines
Extrait de "Parmi cette foule d'hommes insensés" interprété par : Philippe Régnier, piano et arrangements sonores ; Henri Debise, saxophone alto et voix ; Ludovic Hary, batterie, voix et récitant.
Pour l'écouter :
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Bibliothèques
Lecture musicale du texte de Ludovic Hary "Éternelle et volatile", extrait du recueil "Aller à la bibliothèque", Éditions Folies d'encre. Philippe Régnier, piano ; Carine Fouquet, voix.
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08 avril 2009
Bibliothèques...
Le texte de Ludovic Hary, lu en introduction des lectures musicales données à L'espace Le scribe l'Harmattan le 26 mars dernier s'intitulait "Eternelle et volatile" et est extrait du recueil collectif "Aller à la bibliothèque", éditions Folies d'encre, janvier 2009.
27 mars 2009
Lecture du 26 mars 2009
Ensemble de lectures musicales le 26 mars 2009 à partir de 19h00 à l’Espace L’Harmattan, 21 bis rue des Écoles, 75005 Paris (M° Maubert Mutualité)
Carine Fouquet lira des extraits de son roman Don Giovanni à Paris (L'harmattan, 2008), accompagnée de Philippe Régnier (piano, effets sonores), d’Anne-Chantal Carrière (soprano), et de Ludovic Hary (récitant).
Ludovic Hary lira des extraits de son texte, Sous la vitesse (Editions Verticales, 2008), en musique, en compagnie de Anne-Chantal Carrière, soprano et Philippe Régnier, piano, effets sonores
Et Laurence Werner David (auteure de Contrefort, Editions Verticales, 2006) proposera une lecture musicale de textes inédits en compagnie de Philippe Régnier au piano.
Et en lecture apéritive : "Eternelle et volatile" de Ludovic Hary, extrait du recueil collectif "Aller à la bibliothèque". Editions Folies d'encre, janvier 2009. (Philippe Régnier au piano et Carine Fouquet récitante).
11 février 2009
Don Giovanni à Paris, Editions de L'Harmattan
Un homme + une femme = quoi ? Telle est l’interrogation très contemporaine à laquelle se livrent deux amies vivant à Paris. L’une d’elle revisite le mythe de Don Juan à travers la figure moderne du séducteur patenté, fuyant l’engagement amoureux. Entre conte moral rohmérien et dialogues ironiques façon « Sex & the city », le final de ce roman confirme la sagesse soufie : « Ce que tu gardes est perdu à jamais, ce que tu donnes est à toi pour toujours »…
Carine Fouquet, Don Giovanni à Paris. Editions de L'Harmattan, Collection "Ecritures". 154 p. 14,50 euros.Pour vous le procurer, vous pouvez le commander directement sur le site de L'harmattan, en édition papier ou numérique ou encore (pour une livraison rapide) le commander sur :
http://www.alapage.com/-/Recherche/?id=249511234210977&donnee_appel=ALAPAGE&choix=fulltext&ap=1&pos=2&cat=&type=1&fulltext=Carine+Fouquet&x=63&y=13
22 janvier 2009
Don Giovanni a Parigi
Un uomo + una donna = cosa ? A questo sempre attuale interrogativo cercano di rispondere due amiche che vivono a Parigi. Una di loro rivisita il mito del don Giovanni attraverso la figura del moderno seduttore patentato. Tra racconti morali Rohmeriani e dialoghi ironici tipo « Sex & the city », il finale di questo romanzo è una conferma della saggezza sufi : « Quello che trattieni è perduto per sempre, quello che doni sempre ti apparterrà »……
(Traduzione a cura di OSCAR BANDINI)Carine Fouquet, Don Giovanni à Paris. Editions de L'Harmattan, Collection "Ecritures". 154 p. 14,50 euri.
Per acquistare questo romanzo, edizione carta o numerica :
http://www.editions-harmattan.fr/index.asp?navig=catalogue&obj=livre&no=27078
18 novembre 2008
Zut, encor un cadavre
07 novembre 2008
(H)instin o il riflesso libertà
Francesca, la governante di Adolphe Hinstin ci racconta : … «C'erano , due volte : Adolphe Hinstin e suo cugino, Arcand d' Estaing. Non solo erano nati tutti due nell'anno 1831 sotto il segno dei gemelli, ma si somigliavano tanto da confonderli, soprattutto alla loro nascita. Le loro madri anch’esse, sorelle gemelle, si scambiavano le bretelle. »
Questa confusione originaria fece nascere in Adolphe il desiderio assoluto di distinguersi, cosa che si percepisce nel suo vezzo di prendersi gioco dell'ortografia esatta del suo patronimico: ora con h ora senza, seminando zizzania tra i suoi futuri biografi.
Selvatico e determinato, (H)instin non è « né morto né vivo », è confuso, il paradosso di una logica del terzo non escluso che dovrà essere distinto dall'altro, d’ Estaing. Vuole diventare il generale per il quale il cugino-sosia sia solamente un’ estraneo.
In anticipo sulle scoperte fatte in neuroscienze recentemente, Instin afferma che « la specie umana vede il mondo attraverso una feritoia » . Solo il macellaio di Passy che serve sua madre, non è di questo avviso : allergico alla carne, è vegetariano.
Il suo senso del kairos, dell'occasione giusta ne farà uno stratega fuori dal comune che gli permetterà di ottenere i suoi galloni di generale.
Intanto suo cugino Arcand, deperisce. I genitori già, meno fortunati di quelli di Adolphe ( la sorella della signora Hinstin, Eugénie, ha sposato un partito meno prestigioso) , sono costretti a traslocare in un quartiere in periferia di Parigi, vicino alle ciminiere delle fabbriche, a seguito di una bancarotta. Arcand si rivolge verso la contemplazione poetica del cielo parigino. Qusto gli fa scrivere il 18 novembre 1846, in uno dei numerosi taccuini trovati dopo la sua morte: « Quando piove in estate a Parigi, i piccioni offrono le loro ali alla pioggia, come per dare aria alle ascelle… » .
Gli Hinstin affittarono una villa a Paramé l'estate, ma Arcand ci passa solo una settimana o due, alla richiesta della sua nonna materna, constatando ogni anno quanto il divario si approfondisca, come una trincea, tra Adolphe e lui.
Mentre Instin entra nell'esercito, d’ Estaing, con tratti sempre più disfatti, l'aria spenta, diventa un'ombra simile ad un viso cancellato su una tomba, si ritira dal mondo.
Si ammala di euzeinophobia, affonda in un delirio originale che dà adito a numerose osservazioni cliniche per la psicopatologia nascente. Ciò si trova nelle note del Dr. S. F. di Salzburg, in seguito alla lettura dei taccuini postumi di Arcand d’ Estaing:
« Misotomanie o delirio misotomaniaco :
Si tratta dell'illusione delirante di non essere amato. Sandor Becker ha fornito delle analisi sémiologiche e delle descrizioni esemplari di questo delirio sistematizzato, a partire dal caso di Arcand d’ Estaing.
È più spesso un uomo di una donna che, di fronte ad un sguardo, un'intonazione di voce o qualunque altro indizio che
arriva da un’altra persona ( di solito un personaggio che ha una certo livello gerarchico, una certa notorietà, una celebrità politica, artistica, ma anche un medico, un avvocato, un confessore) avrà la convinzione che questa persona gli mostra il suo disamore. Da allora, tutta la vita idéo-affettiva sarà subordinata all'attività delirante ed alla sua estensione:
1 Fase: Dubbio con accumulo di interpretazioni ma senza delirio di interpretazione. Ogni elemento contrario a queste interpretazioni è esaminato a lungo poi rigettato con l'aiuto di paralogismi.
2 fase: Tristezza con sentimento di deprezzo di se. Può manifestarsi un'abulia o più in generalmente alcuni tratti della sindrome depressiva.
3 fase: Disperazione con rischio di passaggio all'atto auto-aggressivo e recessione autistica senza disturbo dissociativo.
N.B.: Il misotomane schizofrénico è molto raro. Si osservano in compenso molto spesso dei caratteri misotomaniaci all'inizio di una psicosi paranoica e delle fissazioni di disamore non deliranti tipiche dell’ossessivo".
Non si possono immaginare destini più opposti di quello del generale dell’ esercito che riunisce i suoi uomini e quello del caso clinico particolare . E tuttavia d’ Estaing, nel suo caso, diventò generale di un esercito di deliranti particolari. Il ritratto di Instin sulla tomba ritrova la somiglianza originaria con suo cugino, viso spento prima di essere estinto.
Quali furono le ultime parole del generale? Finiremo come abbiamo cominciato lasciando la parola alla sua governante, Francesca:
« Se Hinstin fu per tutta la sua vita il generale dell'opportunità, si dedicò alla fine della sua esistenza alle gioie dell'istante, generale Carpe Diem. E Lui , che la morte non lo aveva voluto, dichiarò in un ultimo respiro : « la vita, quando ci si prende gusto, ci lascia »
TRADUZIONE IN ITALIANO A CURA DI OSCAR BANDINI.
Per la versione francese :
http://remue.net/spip.php?article2843
Don Giovanni a Parigi (1)
Ariane era seduta alla terrazza di un caffé parigino, in una delle rare piazzette pedonali della capitale, non lontano dalla Bastille. Nel sole, scorse un gattino che giocava con l’ombra delle fogliame dondolato dall’aria leggera che soffiava. Era una di queste serate d’agosto dove un’oscurità appena nata sembrava accentuare i profumi d’estate. Si accorse di un gelsomino che schiudeva vicino. Si sentiva il tintinnio dei bicchieri che brindavano all’aperitivo ed i coperti apparecchiati negli appartamenti a strapiombo sulla piazzetta. Il sottofondo indistinto delle conversazioni le dava la stessa sensazione d’isolamento nel silenzio, senza un’impressione di solitudine. Aveva preso un taccuino di Moleskine e la sua penna stilografica feticcio per prolungare l’umore pensoso con la scrittura. Il cameriere le portò un ‘mojito’ perfetto per lei, frizzante, ma non troppo pieno di rum, amabile, al limone. Ne prese una foglia di menta che masticò mentre sorbiva un sorso del cocktail con la cannuccia… Posando il bicchiere, respirò una ondata di basilico che riportava i suoi pensieri verso M. Aprì il taccuino e cominciò a coprire un foglio metà vergine d’inchiostro nero...
Carine Fouquet, Don Giovanni à Paris. Paris : Editions de L'Harmattan, octobre 2008. 154 p. 14,50 euriPer acquistare questo libro in francese :
http://www.editions-harmattan.fr/index.asp?navig=catalogue&obj=livre&no=27078
05 novembre 2008
Lecture lyrique du 9 octobre 2008 à la Librairie de l'Atelier à Paris (XXème)
http://www.dailymotion.com/relevance/search/Carine%2BFouquet


